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Breve storia della Soc. F.lli Panzera

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Premessa

Quanto segue è soltanto una trascrizione di quanto io possa ricordare, purtroppo non ho documentazione – se non qualche scritto e qualche foto – e devo affidarmi soltanto alla mia memoria che, a causa dei guasti della senescenza, non è più quella che ai tempi scolari mi aveva fatto affibbiare da parte dei miei colleghi, l’affettuoso nomignolo di “Elefante”! Comunque cercherò di non fare errori, se non in qualche data ed in qualche indirizzo.

Ho ricostruito, anche con il valido aiuto dei coniugi Enza Muscolino e Nando Alessio, che per questo sentitamente ringrazio, un elenco dei Collaboratori di tutti i tempi; purtroppo incompleto perché non esistendo documentazione scritta si è fatto affidamento alla sola memoria. Chiedo scusa per le involontarie omissioni e/o errate trascrizioni dei nomi e prego i lettori di comunicarmi le corrispondenti eventuali correzioni. Ricordo tutti, soprattutto gli scomparsi che purtroppo sono molti, e li porterò sempre nel cuore.

Collaboratori.

Alaimo Tina;

Alessandrà Giovanna;

Alessandrà Melina;

Amendolia Pina;

Battiato Giuseppe;

Bellinghieri Alessio;

Bombara Melina;

Bonsignore Ignazio;

Bonsignore Nando;

Bruschetta Gianni;

Cama Gaetano;

Cannaò Franco;

Cannuli Francesco;

Capilli Agostino;

Carbonaro Santi;

Cardile Mario;

Cardile Mimmo;

Carulli Fortunato;

Caruso Angelo;

Catania Alfio;

Cavatore Lina;

Chiovato Carla;

Ciancio Enza;

Cioffi Ersilia;

Costa Rosa;

Costantino Salvatore;

Cottone Salvina;

Crescente Amedeo;

Crescente Franco;

Crescente Ugo;

Curasì Rosita;

Currò Mamie;

Famulari Silvana;

Federico Nino;

Ferrara Giovanna;

Ferro Gianna;

Ferro Mariella;

Ficarra Pina;

Frattima Francesco;

Frisone Anna;

Galletta Placido;

Gaudio Antonio;

Grasso Giusi;

Gualtieri Mario;

Gugliandolo Natale;

La Mazza Nino;

Libro Paolo;

Ligresti Maria;

Lionetto Calogero;

Lombardo Francesco;

Macrì Francesco;

Magrì Rosetta

Maiorana Luigi;

Maisano Sebastiano;

Maiuri Gianna;

Mancuso Paolo;

Mangano Antonio;

Marabello Franco;

Marguccio Gianna

Marini Caterina;

Marrapodi Corrado;

Mazzeo Anacleto;

Mazzeo Vincenzo;

Micali Lucio;

Mirci Concettina;

Monaco Francesco;

Monorchio Antonio;

Moschella Salvatore;

Muscolino Enza;

Muscolino Gaetano;

Muscolino Giovanna;

Napoli Nino;

Neri…;

Nicolosi Santo;

Occhipinti Liliana;

Olimpia …..

Pagliarulo Vittorio;

Panarello Giovanni;

Panetta Antonino;

Parisi Ciccio;

Parisi Pina;

Patinella Leonardo;

Perrone Maria;

Picciotto Antonella;

Pione Umberto;

Purpura Armando;

Ramirez Lillo;

Reale Gina;

Ripepi Antonio;

Romeo Clara;

Ruberto Concetto;

Ruggeri Adriana;

Ruggeri Enrico;

Ruggeri Filippo;

Russo Giovanni;

Saglimbeni Cettina;

Sambataro ….;

Santello Nino;

Sergi Ignazio;

Sergi Pina;

Serra Gianni;

Sicuro Attilio;

Sippelli Pina;

Tortorella Consolato;

Triolo Salvatore;

Tudisco Maria;

Tudisco Ninetta;

Urzì Natalina;

Valveri Pietro;

Versaci Santo;

Vinci Mimma;

Zappalà Salvatore;

Collegio dei Sindaci:

  • Comm. Rag. Guido Giacobbe;
  • Dr. Enzo Molica;
  • Rag. Nino Roscia;

questa è, probabilmente, l’ultima composizione. In precedenza vi erano stati altri membri.

Consulenti:

(in ordine temporale)

  • Studio Commercialista Dr. Mangiò;
  • Studio Commercialista Dr. Enzo Molica;
  • Studio Consulenza del lavoro Rag. Vincenzo Alessio;
  • Studio Consulenza del lavoro Alessio & Munaò;
  • Studio Consulenza del lavoro Rag. Fernando Alessio;
  • Studio Legale Avv. Nino Santoro;
  • Studio legale Avvocati Orazio e Vincenzo Spadaro;
  • Studio legale Avvocati Carlo e Vittorio Menza - Catania;

I Fondatori

Anagraficamente ed in rigoroso ordine alfabetico:

Filippo Panzera cl. 1899;

Gaetano Panzera cl. 1903;

Fra la fine del 1924 e l’inizio del 1925, li troviamo insieme a Messina, alquanto preoccupati, a riflettere sul futuro: Filippo reduce dal primo conflitto mondiale, mutilato di guerra, in atto direttore dei conti presso la Direzione di Artiglieria cui è stato posto l’aut – aut: o trasferimento a Chisimaio (al tempo colonia italiana in Somalia) o il congedo definitivo, e Gaetano, capo contabile presso l’impresa di costruzioni Vittoria, la quale non naviga in buone acque. Entrambi hanno già messo su famiglia e le previsioni sono fosche. Discutono e ridiscutono e, fra un caffè ed una sigaretta (entrambi sono estimatori dell’uno e dell’altra!) incominciano a mettere insieme nuove idee che, alla luce di quanto ne verrà fuori, si dimostrano innovative e qui si può ben dire come loro si attagli il motto “fatti precorrendo ed idee..”: Perché non mettiamo su una iniziativa insieme?

L’Azienda

Inizialmente si basa sull’assunzione di rappresentanze, ve ne saranno diverse ma le più importanti ed apportatrici di reddito erano la compagnia di assicurazioni Fiumeter (successivamente diverrà l’attuale RAS) e la Giovanni & Filippo Panzera (zii paterni) di Caserta, fabbricanti di divise militari ed uniformi. Sulle prime essi hanno non poche difficoltà ma, lentamente si incominciano a vedere i frutti. La denominazione dell’attività è: Ragg. F.lli Panzera. La sede iniziale è in via Maddalena (numero ?) e, con il progredire vengono affiancate altre rappresentanze oltre a quelle già citate. Qualche anno dopo, essendo già avvenuto già dal 1924 l’inizio regolare delle radiodiffusioni, i fratelli Panzera pensarono di introdursi nel settore della vendita degli apparecchi radio, aprendo un negozio per la vendita in Via I Settembre, 9.

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1928 - Negozio Via I Settembre

Naturalmente, essendo la radio un articolo costoso e destinato solo agli abbienti è necessario abbinare altri articoli; vengono cosi a farle compagnia altre cose di uso comune, anche ferramenta (lucchetti) e materiali elettrici di uso domestico. I fratelli si alternano nelle mansioni, anche affiancati da qualche collaboratore, e spesso per motivi connessi sono costretti a lunghi viaggi per tutta Italia, e qui di seguito si acclude copia di una lettera inviata da Filippo a suo fratello da Firenze, si prega notare, sotto la data, l’ora in cui essa è scritta:

letteraFirenze 20/4/929

Ore 3 mattino

Caro Gaetano,

Ieri ho completato il lavoro qui, del quale sono contento:ho fatto 4 clienti nuovi, ottimi, con 4 commissioni “varie”.- Ho visitato tutte le ditte esistenti ed ho fornito tutti i nominativi a Caserta per l’invio immediato dei cataloghi.- Per l’avvenire da questa piazza c’è molto da sperare.- Ora sono in attesa del treno per Bologna dove spero fare lo stesso lavoro.- Domenica mattina conto essere a Pavia.-

Ieri sera, 19/4, alle 18 sono partito per Livorno dove sono giunto alle 21; sono ripartito alle 23,30 e sono arrivato qui poc’anzi.- Avevo avvisato telegraficamente il Direttore della Far col quale mi sono incontrato. Mi ha promesso che in giornata ti spedirà un vaglia di £ 2.000.-

Ho appreso la vendita di 3 Ultrafar e ti prego darmi i dettagli.-

Qui apparecchi pronti non ce ne sono perché mancano le medie frequenze. Ho dovuto lasciare anche la m/ valigia dove si deve cambiare la media frequenza.-

Si spera però che arrivino lunedì e quindi entro la settimana te ne saranno spedite 4.- Ti sarà anche spedito il materiale richiesto e le valvole col 45%.- Frattanto cerca di spingere questo lavoro e non fare richieste dirette di materiale perché qui si incominciano ad adombrare.- Scrivimi ché se del caso farò una ancora una scappatina a Livorno.

Parte il treno baci cari Filippo

Questa lettera fa parte di una sorta di diario di Filippo del 1928 - 29; egli adoperava per la corrispondenza un blocco di carta con carta carbone, il cosiddetto “copialettere” e la matita copiativa, nel blocco restava la copia a documentazione.

Come si evince dal contenuto non era una vita né facile né comoda!

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Francesco (Ciccino) Panzera

Il lavoro non mancava ed il meccanismo, ben oliato dai due fratelli, incominciava ad ingranare, nel frattempo per la parte tecnica si era affiancato un altro fratello, Francesco (Ciccino, cl. 1907) che da qualche anno aveva conseguito il diploma di perito industriale ed era, soprattutto per formazione personale un abilissimo radiotecnico. Ciò consentiva anche un notevole apporto all’assistenza tecnica che, a quell’epoca era importantissima.

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Filippo e Gaetano davanti al negozio
sito in v.le S. Martino, 91-93

All’inizio degli anni ’30 il negozio ormai affermato ha bisogno di più spazio anche perché all’attività della vendita al dettaglio si è affiancata quella all’ingrosso e così dopo la costituzione del punto di vendita in viale S. Martino con due luci ai n.ri 91 e 93 – nel cuore della città a dieci metri dal famoso Ritrovo Irrera, punto di incontro dei messinesi – si apre il punto di vendita all’ingrosso di via Samperi, con gli uffici attigui in via La Farina.

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Stellario Panzera

Viene a rafforzare l’equipe il quarto fratello Stellario cl. 1913 mentre già da molti anni era attivo, soprattutto per le rappresentanze, anche il cognato Armando Ruggeri (Cl. 1899), coniuge della sorella Grazia, al quale nel frattempo si era unito il Compare Santino Cristaudo che gestiva altre rappresentanze in proprio . Adesso la piccola azienda iniziale è diventata una realtà nel settore terziario della città e, nel periodo fra il conflitto italo - etiopico ed il ben più devastante secondo conflitto mondiale, sorge un terzo negozio in piazza Cairoli all’angolo con via Dogali destinato alla vendita di apparecchi radio ed elettrodomestici (vi erano già i primi frigoriferi funzionanti con anidride solforosa!). In questo periodo, sotto l’aspetto amministrativo, vi è un salto di qualità: la “Ragg. F.lli Panzera” diventa “Soc. An. F.lli Panzera” e quindi una società (corrispondente all’attuale S. p. A.) vera e propria.

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1939 - Interno del negozio di Piazza Cairoli

Il secondo conflitto mondiale

Con la chiamata alle armi di alcuni dipendenti e dei due fratelli, Francesco ufficiale degli Alpini mandato in Grecia con la div. “Julia” dove sarà ferito e successivamente rimpatriato e Stellario sottoufficiale del Genio al fronte in Libia dove sarà fatto prigioniero dagli alleati ed internato in Inghilterra da dove ritornerà a guerra finita, incominciano le prime difficoltà logistiche. Inoltre con l’inizio dei primi bombardamenti sulla città, dapprima soltanto notturni e dopo in tutte le ore, si rende necessaria un evacuazione non solo delle famiglie ma anche dei punti di vendita che d’altronde subiscono, per gli stessi motivi, una contrazione delle vendite.

Viene così trovata una sistemazione temporanea e poco agevole in quel di Villafranca Tirrena che, per poco tempo, sarà sicura dai bombardamenti; però all’inizio dell’estate 1943 sarà chiusa a tempo indeterminato.

I materiali già acquistati dai Fratelli Panzera, sono sparpagliati per tutta Italia: parte a Messina, anche nelle cantine delle abitazioni personali, parte a Napoli, Caserta, Milano, Novi Ligure (Al) e Torino.

La ripresa dell’attività

Dopo l’occupazione della Sicilia e l’armistizio dell’8 Settembre 1943, i fratelli cercano di riprendere la vendita; le difficoltà sono molte ed i materiali sono pochi, anzi pochissimi e praticamente si tratta di quel poco che era rimasto a Messina, senza possibilità di rinnovo delle scorte poiché l’Italia è ancora tagliata un due. La vendita è concentrata nel solo negozio di Viale S. Martino. Solo dopo il 25 Aprile 1945 si può tentare di recuperare i materiali sparsi in diversi posti, perlopiù nell’Italia Settentrionale. Appena possibile Filippo parte avventurosamente in treno verso il Nord e raggiunto Torino, noleggia un camioncino con due autisti che viene caricato di materiali vari, lampade, conduttori elettrici ed a Caserta anche di una trentina di apparecchi radio! Ai tre, a Milano, fortunatamente si era aggiunto un agente di PS, parente di Gaetano, debitamente armato – le rapine allora erano all’ordine del giorno – che viene in licenza dai genitori a Messina.

Questo primo rifornimento permette un avvio promettente ed è necessario prendere in locazione un locale in Via N. Fabrizi, 70, anche perché i trasporti cominciano a funzionare e le forniture diventano quasi normali. Purtroppo da qualche anno è morto Armando Ruggeri, Ciccino anche se ancora sofferente per le ferite di guerra, riprende le sue funzioni tecniche. Stellario rientrerà solo nel 1946. Viene aperto un negozio solo per il settore radio in Viale S. Martino, is. 78, in un locale di proprietà di Angelo Panzera, padre dei fratelli, adibito a sartoria militare e dove aveva lavorato fino alla sua morte, nel 1943.

Fra la fine del 1949 e l’inizio del 1950, viene preso in locazione un locale in Via Maddalena, 10 e poco per volta viene trasferita qui l’attività di Via Nicola Fabrizi ed i locali vengono rilasciati.

Gli anni d'oro

Già dal 1948 la ditta è stata ricostituita come società a responsabilità limitata, si alternano alla carica di amministratore unico Filippo e Gaetano; successivamente all’inizio degli anni cinquanta verrà trasformata in S. p. A., con capitale iniziale di £. 25.000.000. Esso verrà in diverse occasioni aumentato fino a £. 200.000.000.

Viene acquistato uno stabile in Via Maddalena, 12 (is. W) posto al primo piano e della superficie di 800 m2 e poco a poco l’attività posta al n.ro 10 viene trasferita costì.

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1949 - Listino Catalogo (click per scaricare in formato pdf)

Gli affari vanno bene, sia al dettaglio che all’ingrosso ed è quest’ultimo, favorito dalla pubblicazione del Listino – Catalogo, che consentirà di ampliare la zona di origine della clientela; nel 1950 geograficamente si può contare su:

  • Sicilia, con isole minori e Malta;
  • Calabria;
  • Basilicata;
  • Puglia;
  • Campania;
  • Sardegna;

All’interno della struttura vengono pianificate ed organizzate le diverse sezioni funzionali per una adeguata operatività e tutto procede abbastanza bene.

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1950 - Locali vendita in Via Maddalena, 12

Adesso sono già passati cinque lustri e sembra esservi anche un ritorno al passato: le rappresentanze! Però in forma diversa e ben più importante: la Pirelli cavi costituisce, con sede e deposito a Messina, la Medusa s. r. l. per la vendita dei cavi elettrici e ne affida la gestione ai fratelli Panzera ed inoltre viene loro affidata, sempre dalla Pirelli (Az. CAME) la vendita dei conduttori smaltati per l’avvolgimento di macchine elettriche. È veramente un salto di qualità! Alla spicciolata, intanto, vengono a dare manforte ai genitori Angelo, Nino e Pippo figli di Gaetano e Felice figlio di Filippo. Nel corso del ’53 viene programmata l’apertura di una filiale a Catania, approfittando del trasferimento della Medusa in quella città e dell’assunzione della rappresentanza, con deposito merci, della Radiomarelli per tutta la Sicilia Orientale. Nel settembre di quell’anno vengono pertanto aperte:

  • La Filiale della SpA F.lli Panzera, in Via Celeste, 126, 128;
  • L’Agenzia della Radiomarelli, in P.zza G. Verga, 24;
  • L’Agenzia Medusa – Pirelli, in Via Vecchia Ognina;

La gestione della Filiale è affidata ad Angelo Panzera di Gaetano, l’Agenzia della Radiomarelli a Felice Panzera di Filippo, la gestione della Medusa, come già prima a Messina, al funzionario Pirelli, Siro Giorgetti. Successivamente la Filiale verrà trasferita in un locale acquistato, in Via L. Capuana, 69-71.

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1955 - Sopraelevazione isolato W

Nel 1955 si procede alla sopraelevazione del locale di Via Maddalena, 12 (is. W) e si viene così a duplicare la superficie utile che diventa così ca. 1.600 m2 più il locale a 1° piano di Via Maddalena, 10 cui si aggiunge(sempre in locazione), qualche anno dopo anche il piano terra che era in precedenza adibito a garage pubblico. Alla fine del ’55, viene in forza anche Angelo Panzera di Filippo.

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1955 - Filippo Panzera

Ci si prepara all’avvento della televisione in Sicilia (sempre buon ultima!) che inizierà ufficialmente nel Dicembre 1956; con il patrocinio della Radiomarelli, che invia un suo tecnico (Bruno Ventura) viene tenuto un corso con diversi seminari – anche presso l’ITIS “Verona – Trento” poco distante – aperto anche a tecnici esterni. Con l’avvio delle teletrasmissioni vi è un boom nelle vendite che creerà anche problemi logistici, comunque superati.

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Angelo e Felice Panzera, Figli di Filippo

A questo punto su rende necessaria una osservazione: quale è il motivo dei successi dei Fratelli Panzera? La risposta è semplice ed univoca: l’organizzazione del lavoro e l’assistenza ai clienti, a prescindere da quella prestata dal costruttore che allora, come oggi, era aleatoria. Inoltre i fratelli vedevano la loro creatura non come una classica “bottega” bensì la percepivano come un “professione”; la differenza non è per nulla sottile!

È anche da tener presente la società si è già dato, come previsto dalla legge, un collegio di sindaci ed inoltre è assistita da un studio commercialista e da uno studio di consulenza del lavoro.

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1960 - La Soc. F.lli Panzera premiata dalla Philips

Il fatturato annuo è entusiasmante: dai ca. 2 miliardi di lire degli anni ‘60 fino ai 3 del ’70, nell’ultimo anno vitale 1975, sia pure di poco, verrà superato anche questo traguardo. Si provi a trasformare questi dati da lire in euro, tenendo conto della svalutazione monetaria (prima della crisi petrolifera del ’73, 1 litro di benzina super costava intorno a £ 140 ed un pacchetto di sigarette Muratti £. 500!).

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1962 - Filippo Panzera

Il 3 Ottobre 1963, dopo ca. due anni di problemi cardiorespiratori, muore Filippo Panzera lasciando un vuoto incolmabile oltre che nella sua famiglia, anche nell’azienda; adesso Gaetano è solo ma ha l’appoggio dei figli e dei nipoti che in certo qual modo sostituiscono Filippo, però la differenza è certamente notevole. Il timone è in mano a Gaetano ed è lui a dare le direttive.

Il capitale è, come prima, ripartito 50% Gaetano e 50% eredi Filippo; all’interno di quest’ultimo gruppo vi è una ripartizione di quote che vede Angelo e Felice ognuno con il 15% e le due sorelle con il 10% ciascuna, ciò in quanto in occasione dell’ultimo aumento di capitale, Filippo ha sottoscritto un 5% per ognuno dei due figli maschi. La situazione appare stabile ma, probabilmente, da allora incominciano le prime increspature; sotto l’aspetto produttivo tutto va bene ed addirittura nel 1970 alle rappresentanze si aggiungono la Carrier (condizionatori) e la Pye (televisori del gruppo Philips). Questo è probabilmente l’ultimo canto del cigno.

Il crepuscolo

Quelle che erano prima sottili velature diventano nubi; i rapporti fra le due fazioni vanno via via facendosi più tesi, anche all’interno delle fazioni stesse. Comincia una guerra al massacro che non promette nulla di buono, vengono formulate richieste per la vendita delle quote da un gruppo all’altro che magari per assurde richieste da parte di membri dello stesso gruppo, non portano a nulla. Tentativi di mediazione non hanno sorte migliore e praticamente il 1975, anno 50° della fondazione sarà l’ultimo anno produttivo. Ormai si naviga a vista e naturalmente si incomincia a profilare il crepuscolo; altro scoglio è l’avvento dei primi supermercati di elettrodomestici che in tempi normali non avrebbe costituito un allarme ma, adesso è una minaccia concreta.

Si procede stancamente fra una interminabile serie di consigli di amministrazione (dieci membri!), una mediazione, una richiesta di offerta per le quote di un gruppo e via dicendo. L’unico punto di accordo è la messa in liquidazione dell’attività ma, anche questo accordo è fragile e si giunge così alla nomina di un liquidatore giudiziario; sarà un manna – per quest’ultimo – ed i soci avranno la fortuna…. di ricevere il 100% delle quote azionarie! Sic transit gloria mundi.

Dalle ceneri della Fratelli Panzera sorgeranno altre ditte allestite prontamente o già in via di allestimento prima, le quali tranne una ancora esistente a Catania, avranno vita effimera.

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